Tango

Emanuele

Melina e Luis

Quella di Melina e Luis è una storia di passione e successo, che ha portato alla nascita della Scuola Argentina di Tango (visita il sito web). Quel che colpisce entrando in casa di Melina e Luis è che immediatamente si respira un’aria particolare, si percepisce quel tipico fascino che su tutti noi esercita il mondo latino in genere e quello argentino in particolare. Sarà certamente il legame indissolubile tra la nostra terra e la loro, che ha visto nel secolo scorso intere generazioni di nostri nonni ed avi prendere la così detta valigia di cartone ed imbarcarsi per viaggi di sola andata verso una terra sconosciuta al di là dell’oceano. Saranno le moltissime analogie culturali che inevitabilmente le nostre rispettive nazioni hanno, ma di fatto, conoscendo due Argentini doc come loro, insieme alle due bellissime bambine che colorano la casa e la loro vita quotidiana, si ha la netta sensazione di sentirsi un po’ a casa propria. Proprio lì, durante quei viaggi disperati fatti di sogni, speranza ed una profonda malinconia per la propria terra lasciata alle spalle insieme alle persone care, nacque la fusione empatica di culture differenti e sconosciute tra loro, che in quelle enormi zattere del mare si scontrarono ed unirono in una danza sensuale fatta di tragica passione, furente ardore ed incontenibile sensualità: il Tango!
Melina Mourino e Luis Emilio Cappelletti ne sono una meravigliosa rappresentazione e testimonianza, e in quest’era così tanto veloce e frenetica, osservarli mentre eseguono i loro passi sensuali e perfetti, è qualcosa di veramente indescrivibile ed emozionante. Entrambi maestri e ballerini di fama internazionale, dopo una gloriosa carriera che li ha portati, con percorsi differenti e distaccati, ad esibirsi in tutto il mondo, si incontrano e conoscono per la prima volta solo sette anni fa, nonostante entrambi conoscessero reciprocamente la fama l’uno dell’altra. Un incontro casuale avvenuto a Buenos Aires in occasione del ritorno a casa di entrambi e da quel momento, da quella apparente coincidenza che li ha visti inciampare l’uno nell’altra proprio come in un passo di danza, la loro vita è diventata una e dal loro amore nasce questa bellissima storia di successo personale ed imprenditoriale che ha nella nostra regione il palcoscenico perfetto. Melina viveva già da qualche anno in Umbria, Luis decise quindi di seguirla e trasferirsi in pianta stabile con lei, a Perugia per la precisione. Da qui, dal bell’appartamento panoramico dove vivono insieme alle due meravigliose bimbe frutto del loro amore, Lola la piccolina e Mia la più grande, parte il loro progetto per una scuola che non sia semplicemente una scuola di tango, peraltro l’unica con maestri argentini del nostro territorio, quanto soprattutto un modo per trasferire qui da noi quella che è, di fatto, una vera e propria filosofia di vita. “E’ come noi adesso, siamo qui insieme a fare questa intervista, poi staremo insieme a cena e anche dopo”, mi spiega Luis divertito, dando per scontato ciò che per il loro modo di vivere è una regola inviolabile: la convivialità, il gusto genuino di condividere momenti insieme alle persone care, che siano esse amici, tangueri o altro. Mi spiegano con il loro entusiasmo coinvolgente ad esempio, che le serate di Milonga, spesso e volentieri fraintese al di fuori del suolo argentino come delle semplici serate per ballare, sono anch’esse invece dei momenti di convivio puro, il cui vero spirito è appunto lo stare insieme a prescindere anche dal tango stesso. Questo cercano con amore e passione di farmi comprendere fino in fondo, che questo stile di danza così particolare ed affascinante, è un veicolo per portare nel mondo e nel loro caso, qui nel centro Italia, lo spirito e la tradizione culturale di cui il tango è totalmente permeato e che è appunto, più di ogni altra cosa, il piacere dello stare insieme. E lo fanno con grande successo e soddisfazione dal 2016 con la loro “Scuola Argentina di Tango”.

Una passione che diventa un lavoro, con corsi e gruppi tra Umbria e Toscana

Durante il Covid e le quarantene come è andata? “E’ stato un periodo difficilissimo”, mi spiega Melina, “ma ci siamo adattati e abbiamo iniziato a tenere lezioni online, trovando addirittura clienti nuovi da ogni angolo d’Italia desiderosi di conoscere il Tango!” “Molti nostri colleghi, in Italia e nel mondo” continua Luis “hanno abbandonato la professione, magari mettendosi a fare lavori ‘normali’, ma noi no, noi abbiamo tenuto duro e ora siamo qui più forti di prima!” Non avete mai avuto il dubbio di mollare? Si guardano complici e Melina, con gli occhi lucidi, mi risponde con tutto l’amore che ha dentro: “Il tango è tutta la mia vita! Ballo dall’età di 7 anni e …non potrei fare nient’altro che questo!” “Oggi che, nonostante tutte le difficoltà” continua Luis “siamo tornati alla normalità, le persone, i nostri allievi, non solo sono voluti tornare alle lezioni in presenza ma, forse come non mai, hanno il desiderio di stare vicini, abbracciarsi di nuovo e ancora, perdendosi in questa danza elegante e fuori dal tempo”. Nelle loro varie sedi della scuola, dislocata tra Perugia, Arezzo e Montepulciano, oltre che con le loro abituali esibizioni in tutto il territorio italiano e le tante colorate milonghe organizzate insieme ai loro allievi più fidati che sono ormai dei veri amici, continuano la loro missione di diffusione e divulgazione della splendida cultura celata dietro a questi passi sinuosi, eleganti e sensuali. Lascio la domanda in apparenza più banale alla fine della nostra bellissima chiacchierata, mentre Luis si sta già preparando per deliziarci con una meravigliosa grigliata di carne e verdure in stile argentino, l’Asado. Cosa è per voi il Tango? Melina stavolta si commuove davvero e con un notevole sforzo riesce, con le parole e la sua fortissima emozione, a dipingermi un quadro incredibile di fronte agli occhi:    
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“Il Tango sono i miei bisnonni, lei irlandese e lui spagnolo, saliti sulla nave in europa da perfetti sconosciuti e scesi in argentina come sposi… sono tutti i popoli e le culture del mondo concentrate su quelle enormi navi, che si abbracciano sulle note del Bandoneon (tipico strumento del tango di origine tedesca), su ritmi europei fusi a quelli africani, continente da cui deriva la stessa parola Tango, mescolati alla passione sanguigna dei popoli mediterranei, alle lingue differenti la malinconia ed il fango del porto di Buenos Aires che diedero origine al Lunfardo (dialetto nato appunto dall’unione delle lingue degli emigrati e utilizzata spesso nei primi testi del tango) … sono tutti questi uomini e queste donne abbracciati in uno struggente e sensuale ballo che il mondo oggi conosce anche grazie a persone come me e Luis!!” Un abbraccio chiamato Tango!